Huawei ha dichiarato l’ambizioso obiettivo di diventare nel giro di due-tre anni uno dei tre principali fornitori ICT sul mercato europeo.
In circa sette anni siamo passati da meno di 10 milioni di euro di fatturato a 8 miliardi e siamo diventati uno dei principali fornitori nel mercato europeo delle telecomunicazioni. Ora abbiamo la stessa determinazione per crescere nel mercato enterprise”, ha spiegato Vincent Pang, President of Western European Region di Huawei. La strategia è puntare molto sulle attività di ricerca e sviluppo e sulle soluzioni per le infrastrutture cloud, come i nuovi OceanStor 18000.
I dati di mercato indicano che al momento Huawei detiene circa un quarto del mercato storage cinese, ma ha anche una quota a livello mondiale. Nel mercato domestico Huawei ha acquisito clienti come Alibaba e diverse municipalità e agenzie governative, ed anche in Europa ha installazioni in realtà come Vodafone, il CERN e Pirelli, per citarne alcuni.
Huawei vuole essere il terzo fornitore di dispositivi storage a livello mondiale entro il 2018, se non fare persino di meglio. Lo ha dichiarato all’agenzia Reuters il responsabile della linea di prodotti storage Fan Ruiqi: “Non vogliamo solo essere il numero uno in Cina, vogliamo almeno essere nella top tre mondiale entro il 2018”. La scelta di organizzare uno Huawei Cloud Congress in Germania, precisamente a Monaco dove si trova uno dei centri di ricerca e sviluppo della società, è uno degli elementi che dimostrano le intenzioni del colosso cinese.
“In realtà in Europa – ha evidenziato Goetz Brasche, CTO IT R&D Europe dell’azienda all’European Research Centre “siamo già la prima azienda per investimenti in ricerca e sviluppo, mentre altre aziende riducono il personale dedicato a queste attività. A livello globale investiamo il 4,2 percento del fatturato in ricerca e sviluppo: solo Intel in percentuale investe più di Huawei”.
Proprio dalla ricerca e sviluppo di Huawei è nata la nuova linea di punta della società per quanto riguarda i sistemi di storage: la serie OceanStor 18000 V3. “E’ stata realizzata in casa da zero – ha spiegato Cameron Bahar, CTO per l’Enterprise Storage e responsabile della ricerca negli Stati Uniti – pensando a come ottenere sia elevate prestazioni sia un’alta affidabilità”.
I sistemi OceanStor 18000 V3 garantiscono una disponibilità del 99,9999 percento grazie anche a un’architettura doppiamente fault-tolerant a diversi livelli. L’alta disponibilità è legata anche a una forte riduzione nel tempo necessario per la ricostruzione dei dischi, che è passato dalle circa 10 ore per TB dei sistemi Huawei precedenti a mezz’ora per TB in quelli di ultima generazione. Aumentate anche le prestazioni in I/O, che toccano i 3 milioni di IOPS, con una latenza molto ridotta che porta a un tempo di risposta costantemente inferiore al millisecondo.
La serie OceanStor 18000 V3 comprende attualmente due modelli: OceanStor 18500 e OceanStor 18800. Differiscono per il numero massimo di controller supportati – rispettivamente 8 e 16 – e di dischi installabili (1.584 e 3.216). Un 18800 pienamente configurato arriva a una capacità di quasi 7,7 PB, 192 GB/s di banda, 3 TB di memoria cache, 256 porte host e 65.536 connessioni simultanee ai server. fonte: techweekeurope.it