oscat

Realizzazione e messa in esercizio di una piattaforma per lo sviluppo collaborativo di soluzioni Open Source integrati nelle infrastrutture standard regionali (CART, ARPA, ecc.), da mettere a disposizione della community di utenti e sviluppatori regionali.

Partendo da un prerequisito ormai largamente condiviso nell’ambito della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale, come l’adozione di soluzioni a codice aperto favoriscano il risparmio dei costi ed il riuso e la condivisione tra Amministrazioni, con il progetto OSCAT (Open Source CATalogue) di Regione Toscana si è concretizzato un approccio “industriale” ed integrato all’Open Source che aveva il duplice obiettivo di:

  1.  dotarsi di una piattaforma di software configuration management e sviluppo collaborativo in stile “SourceForge”, popolata con soluzioni open-source di base riconosciute come di uso comune per Regione ed Enti, in una configurazione considerata di riferimento comprendente l’integrazioni nelle infrastrutture: ARPA fornita da T.A.I che centralizza tutte le problematiche di autenticazione e riconoscimento degli utenti, il CART l’infrastruttura di Cooperazione Applicativa di Regione Toscana, anch’essa fornita da T.A.I.
  2.  standardizzare il processo di sviluppo, imponendo a tutti i fornitori di applicazioni web, proxy CART ecc.. l’adozione di un processo che preveda il rispetto di precisi standard per codifica, testing e rilascio dei componenti.

Laddove un tempo il processo di sviluppo e rilascio dei componenti software seguiva metodologie e convenzioni concordate sostanzialmente di volta in volta tra amministrazione e fornitori, attraverso l’introduzione della piattaforma OSCAT sono state standardizzate le modalità di sviluppo e rilascio.

Nel contesto del punto 1), T.A.I ha provveduto all’integrazione nelle infrastrutture regionali ed alla messa in produzione, di diversi ambienti software open ad uso delle diverse strutture regionali, e così avviati a divenire soluzioni di riferimento per tutti i contesti applicativi con requisiti analoghi.

E’ questo, ad esempio, il caso di:

  • Liferay Portal come soluzione di portal server,
  • Liferay Social Office come ambiente di community e lavoro cooperativo,
  • Alfresco come Document Management System,
  • Zimbra come piattaforma di posta elettronica e messaging unificato.

E’ inoltre evidente la centralità del ruolo di T.A.I in quanto soggetto gestore del processo di sviluppo software (vedi il punto 2. prima descritto), che garantisce non solo un ruolo di interlocutore privilegiato per la definizione e messa in opera del processo che tutti i fornitori di Regione devono adottare, ma anche una conoscenza diretta ed approfondita dell’infrastruttura CART, in quanto il processo prevede che tutti i componenti ad essa destinati siano dispiegati e rilasciati a seguito di verifiche statiche e dinamiche svolte in stretta collaborazione tra TAI ed il Soggetto Gestore dell’infrastruttura CART stessa.

cart

Il CART prevede un secondo dispositivo sviluppato e fornito da T.A.I, il N.A.L (Nodo Applicativo Locale), un server applicativo ospitato direttamente sulla rete dell’Ente, che si coordina con il CRIC per completare l’offerta infrastrutturale erogata dal CART.

Il CART si sviluppa, quindi, come una rete distribuita sul territorio regionale, costituita da nodi ospitati negli Enti (i NAL) in costante comunicazione con il CRIC (Centro Regionale per l´Interoperabilità e la Cooperazione Applicativa), sia per permettere l’effettiva cooperazione tra i servizi applicativi ospitati nei Domini degli Enti, sia per permettere la gestione ed il monitoraggio centralizzato dei sistemi e dei processi di cooperazione in atto.